Le folle non hanno mai provato il desiderio della verità.
Chiedono solo illusioni, delle quali non possono fare a meno.
Freud

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Laboratorio teatrale

lunedì 26 novembre 2007

My Poetry

Notte di Pioggia d’Amore


Come amo il pungente tocco della Pioggia
d’inverno. Pare di sentir una dolce nota,
per ogni goccia che la mia pelle percuote.

- Gelida sinfonia che sfiori il mio corpo,
linfa vitale, pianto del cielo, io t’assaporo -


* * *

Ti aspettavo mia dea, attendevo le tue mani.
Senza timori, annegando nei sensi, ascoltiamo
l’Amore cantare per noi.

- Calda passione che baci il mio copro,
petalo di rosa, sacra follia, io m’innamoro -

* * *

Notte regina, ornata di stelle, onda nera di
luce nascosta; di nuovo noi soli.
Mi parli, sussurri, riveli…

- Oscura realtà, che avvolgi il mio corpo,
che accompagni i miei passi, io t’accolgo -

* * *

… E mieto l’essenza dei giorni perduti,
vivendo una Notte, una Pioggia d’Amore…

My Poetry

Il sapore del tempo


Nasconde agli uomini la selvaggia sua natura.
Mostra la sua scia infinita, come il pavone
sfoggia la sua ruota.

Sfiora le vite degli uomini, le rende mortali.
Ogni essere s’inchina al suo passare, ogni uomo
s’arrende al suo volere.

Non v’è principio ne fine, non s’arresta
il suo scorrere. Nessun uomo sfiorerà
il suo manto. Mai verrà assaggiato
il suo sapore.

domenica 11 novembre 2007

Roberto Benigni

A Massimo Troisi



Non so cosa teneva "dint'a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio,
era come ascoltare del buon Jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell'amato San Gennaro.

mercoledì 7 novembre 2007

My Poetry

L’alba


Riusciremo ad osservare le ombre del nostro
Spirito, senza timori, senza rimpianti.

Ci accompagneranno sino alla soglia
dell’ultima porta.

Percorreremo la buia via con la luce del passato
e la certezza del futuro.

Non ci saranno uomini soli.
Non ci sarà ostacolo.

Speranza…

lunedì 5 novembre 2007

Filippo Di Nardo

A mia madre



Sul tuo volto mi rivedo bambino
quando tu, sola, fiera e dolce,
espiavi il peccato.
Crescendo ribelle
strade perdute ho camminato,
paradisi artificiali mi celavan le stelle.
Amori mercenari
hai sovente obliato,
innumerevoli buchi
hai dovuto pagare,
porte di ferro hai spesso varcato,
fiumi di lacrime ti ho fatto versare.
Passi affrettati s’udiron quel dì,
Nostra Sorella ti volle con se.
Neppure in quel respiro santo
ti ho recato conforto.
Fra le tue mani un giglio,
sul cuore la foto di quel figlio.
Ma, dai tuoi occhi,
chiusi per sempre
ancora traspare,
come il calore di una fiamma
che nella fredda notte
vado errabondo a cercare,
quell’immenso, infinito
perdono di Mamma.