Le folle non hanno mai provato il desiderio della verità.
Chiedono solo illusioni, delle quali non possono fare a meno.
Freud

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Laboratorio teatrale

martedì 26 febbraio 2008

My Poetry

La rivalsa e l’abbandono


Rotto l’argine dell’ostico antagonista,
restano i brandelli della lotta.
La vittoria relativa, ha il sapore della
vendetta, ma il sorriso sul volto dei vincitori,
rimane come ghiaccio nel deserto.

Guarda, tornano a casa gli angeli della
battaglia, i loro volti non esprimono nulla,
il loro dolore somiglia al nostro.
Con invidia osservo il loro rientro verso un
nido sicuro.

Lo sconforto attende noi, le rovine del mondo
saranno i tasselli di un puzzle da ricomporre.
E chi ha gioito per la rivalsa, ora conoscerà
il dolore dell’abbandono.

martedì 19 febbraio 2008

Il fiume Poe... Edgar Allan Poe

Continua la sua corsa il fiume Poe...


Al fiume (1829)


Bel fiume! Nel tuo limpido flutto
di lucido cristallo, acqua errabonda,
tu sei emblema d' una fulgente
belta' - cuore non disvelato
- piacevole intrico dell' arte
nella figlia del vecchio Alberto;

ma quando la tua onda ella contempla -
che scintilla allora e tremola,
oh, allora il piu' leggiadro rivo
si fa simile a colui che l' adora:
che' nel cuore di lui, come nel tuo scorrere,
l' immagine di colei e' radicata:
in quel cuore che tremola al raggio
di occhi che cercano l' anima.

martedì 12 febbraio 2008

Filippo Di Nardo

‘A stessa cartulina


Mammà perdoname… t’aggje traduto
‘o saccio… è stata ‘n’ata curtullata.
Tu dicive: “Ma a me, nun ‘nce pienze,
ca senza pate t’aggje crisciuto?
E a Nannina, ‘a bella toja
‘nce daje ‘stu dispiacere?
Quanno tu, fin’ajere, a vulive pe mugliera”.
“Mammà, ogni matine jesco pe campà a juornata
e tutte ‘e sere m’arretiro sempe cchiù abbattuto,
che colpa ne tengh’io, si ‘sta terra è ‘nfama,
e ciert’ juorne te manca pure ‘o ppane?
Mammà, ma comme faccio a ma spusà
si manch’io nun pozzo cchiù campa?
Pure a ‘o cielo aggje chiest’aiuto
ma llà ‘ncoppa, so tutte sordomute.
Quanti notte ce aggje pensato…
… tutta a‘ notte aggje chiagnuto,
ma che putevo fa? Dimmello tu…
… aggie apert’ a porta… e sò partuto.”


Poesia vincitrice del “Premio creatività città di Arzano 2004”

domenica 10 febbraio 2008

My Poetry

Il vile conservatore


Così come, chi ha paura della morte,
ha conosciuto la vera vita,
chi ha paura del progresso
non ha compreso il disagio.

Sardonico è per l’uomo, idilliaco pane del mondo,
il timore del progresso mostrato,
dal vile conservatore della sofferenza.
L’ignobile conformista benpensante,
rinuncia al rinnovamento perché da questo spaurito.

Così come, chi ama l’illusione,
dalla realtà sarà divorato, chi oscura la verità
da lei sarà spodestato. E chi proferisce menzogne,
da queste, sarà annientato…

mercoledì 6 febbraio 2008

L'ombra del "GIGANTE"

Visto che i sondaggi li danno "vincenti", e visto che si voterà il 13 e 14 aprile... Io inizio la mia "campagna elettorale"...


video

Il Paese è allo sbando, noi siamo fregati... lui... lui è sentenza...


Senza dimenticare Walter....










lunedì 4 febbraio 2008

My Poetry

Impronte ricalcate


In un freddo rogo lo spirito brucia,
arde come la carne degli inquisiti e
urla come le madri degli innocenti.

In sguardi vuoti lo spirito si perde,
s’agita come le molteplici mani del
male e soffre come un uccello senza cielo.

Nuova morte e nuova vita, per creare e
distruggere, per togliere e ridare;
e per ricalcare le impronte d’un sentiero fatale…