
Il rumore del male
AbbiAbbè, 1 giugno 2009
Come a voler precisare che il tema trattato non tollera distrazioni, e la comprensione delle parole e degli schemi genealogici e strutturali del crimine camorristico, possa dimostrarsi tanto utile quanto indispensabile.
L'opera è un archivio dettagliato che pone dinnanzi al lettore due scelte: comprendere per mero accrescimento culturale o comprendere per lottare e difendersi!
“Attenzione, quindi,
nessuno può sentirsi escluso”
Basta chiudere gli occhi, e scrutare le immagini ripescando nella nostra memoria: quanto sangue siete in grado di ricordare? Quanti volti innocenti vedete cadere? Quante bocche esplose per aver detto troppo? Quanti occhi cavati per aver visto? Quante dita aggrappate alle vostre vesti in cerca d'aiuto, mentre cercate di scrollarvele di dosso? Quanto mi piacerebbe ricevere almeno una risposta per una di queste domande...
Gli autori di questo brillante saggio, hanno scelto il perno fondamentale della concretezza anziché diluire la sostanza dei fatti con suggestive descrizioni delle proprie interne sensazioni. Hanno lasciato al lettore l'onore e l'onere di sentire e percepire. Hanno creato una bolla di conoscenza, che come una bolla d'aria in un mare di fango tenta di dare ossigeno a chi sente il bisogno di respirare.
L'unico approdo negato a chi legge è l'alibi dell'ignoranza, la scappatoia del non sapere.
Un affascinante viaggio che parte da molteplici rotte, diretto ad una sola meta: fornire a chi vuol combattere le più pericolose armi che si possano dare, il potere della conoscenza e l'instancabile dedizione.
“Non v'è prigione peggiore d'una
società libera di educare schiavi.”
