"Lo Stato non professa un'etica, ma esercita un'azione politica" Piero Gobetti
Abbiabbe, 20 dicembre 2008
Adamo ed Eva, usarono foglie di fico per coprire le
loro “vergogne”, all'epoca della creazione evidentemente, i genitali erano qualcosa di scandaloso. Mi domando, di che dimensioni dovrebbero essere oggi le foglie di fico? E non si parla di genitali, anche se quelli spesso hanno molta importanza nella vita politica, ma mi riferisco a ben altre vergogne, senza virgolette.
Di che dimensione e quante ne servono? La risposta è semplicissima: una bella grande, e qualche altra fogliolina satellite per coprire le ultime zone scoperte. E cosa c'è di più grande della
Costituzione? Purtroppo, una delle foglie di fico dietro cui si nasconde lo sconvolgimento e lo svuotamento della Carta Costituzionale è la Costituzione stessa.

Quando nel 1982 fu ritrovato il
“Piano di rinascita democratica” della P2, scritto non solo da Gelli, ma anche da altri individui rimasti nell'ombra, l'Italia era un Paese diverso da oggi. All'epoca quelle pagine furono considerate eversive, scandalose, pericolose; oggi no.
Il piano della P2 prevedeva cose come la spaccatura dei sindacati (vedi Alitalia e contratto del pubblico impiego), il pagamento di due o tre giornalisti per testata, per ottenere il controllo dell'informazione (oggi non c'è bisogno di pagare nessuno, i giornalisti servi, come diceva Hugo, pagherebbero per vendersi), test psicoattitudinali e separazione delle carriere per i magistrati (vedi riforma Castelli e odierni appelli del Premier), ecc. Contrariamente a quanto si pensa, la P2 non voleva sovvertire l'ordine costituito, il suo obbiettivo era l'opposto, cristallizzare lo status quo per preservarlo dai moti “rivoluzionari” che imperversavano in quegli anni, e per evitare il paventato ricambio politico dato dall'ascesa del partito comunista. L'idea era quella di attivare un processo che avrebbe portato l'Italia verso un regime morbido, autoritario, ma ben protetto dall'impalcatura esterna rappresentata dalla Costituzione. Beh oggi siamo oltre le aspettative di Gelli, abbiamo persino la tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978, grado apprendista muratore... alias Silvio Berlusconi che governa e siede alla presidenza del consiglio. In effetti Gelli era un po' minimalista.
Parlando di foglie di fico, non si può non citare il capolavoro del dalemiano Latorre che porge il pizzino all'”avversario” Italo Bocchino (un nome una garanzia) per soccorrerlo in un dibattito televisivo, dimostrando e smascherando (ammesso che ce ne fosse ancora bisogno) il teatrino duopolistico formato da PDL e PD che ormai fanno l'uno l'interesse dell'altro... Forse Veltroni non lo sa, ma in politica non vale la legge della fisica secondo cui gli opposti si attraggono, in politica è l'esatto contrario!
Un altro esempio di fogliolina di fico è rappresentato da ciò che è recentemente accaduto riguardo la questione Sky. L'aumento dell'IVA al 20% alle TV satellitari, che di fatto penalizza un concorrente diretto di Mediaset. La copertura sta a monte, nel comunicato che Confalonieri, “presidente” di Mediaset, dirama il 28 novembre, cioè prima che i dettagli della manovra fossero chiariti: “Apprendiamo con disappunto l'inserimento all'interno del decreto anticrisi approvato oggi dal Governo, di una norma che inasprisce l'Iva sulle attività di televisione a pagamento. In attesa di leggere nel dettaglio il provvedimento [...], esprimiamo fin da ora la nostra preoccupazione per il futuro di un'attività che Mediaset ha lanciato di recente e che in questo modo verrebbe fortemente penalizzata.” E' meraviglioso, nessuno conosceva ancora i dettagli, e Mediaset si lamentava già, così che passi il messaggio all'opinione pubblica che il primo ad essere penalizzato è stato proprio il gruppo del Premier. Ovviamente la questione è differente, dato che Sky occupa il 91% del mercato satellitare e Mediaset, tramite la RTI, Reti Televisive Italiane, occupa il 5%, il danno maggiore va a Sky, che tra l'altro vive di satellitare, mentre Mediaset, TV generalista, ha ben altri introiti e può permettersi quel 10% di IVA in più a carico del sul suo 5%.
Ovviamente c'è chi dice che parlare di regime è da folli, ma è un po' come per il diavolo di Baudelaire, si dice che non esiste e lui ne approfitta.
In realtà l'attuale condizione della Democrazia italiana è precaria, non tanto per le azioni eversive che il Governo sforna, ma per il pericoloso torpore che avvolge il popolo. Un popolo attivo farebbe crollare i sondaggi di un Governo del genere, riempirebbe le piazze ogni santo giorno, chiederebbe le dimissioni del Premier ogni minuto, invece... “sccc va tutto bene...”, lo dice Silvio...
Tra i tanti talenti di Berlusconi c'è quello di saper cuocere a fuoco lento gli italiani. E' esattamente come descritto in quella fantastica analogia usata da Al Gore nel suo documentario sul riscaldamento globale: “se prendiamo una rana e la gettiamo in una pentola d'acqua bollente, la rana noterà il calore e salterà fuori, mentre se adagiamo la rana in una pentola di acqua tiepida e poi accendiamo il fornello, la rana non noterà il progressivo e graduale cambiamento di temperatura...”
Purtroppo anche quei pochi che in televisione vanno controcorrente e attaccano il Presidente del Consiglio, fanno da foglia di fico (ovviamente non direttamente), dato che poter puntare il dito contro i “demonizzatori” di Berlusconi e dei suoi fa comodo e rende il gioco apparentemente regolare.
Ecco, noi siamo tante ranocchie adagiate nel torpore della parvenza democratica, messe sul fornello a fuoco lento del regime morbido. Col tacito assenso di gran parte dell'opposizione, che spesso alimenta la fiamma!